
Un settore in crescita capace di intercettare trend di viaggio e di rispondere anche all’attuale situazione geopolitica: è il turismo open air in Toscana.
Secondo l’indagine elaborata da Centro Studi Turistici di Firenze per FAITA Toscana, nel 2025 il turismo open air nella regione ha superato la soglia dei 10 mln di pernottamenti con un sentiment positivo di 69,2 (NPS).
I dati sono stati presentati in una conferenza stampa che si è tenuta a Palazzo Strozzi Sacrati dal direttore di CST Firenze Alessandro Tortelli, alla presenza di Leonardo Marras, assessore all’Economia e al Turismo della Regione Toscana, Claudio Galassi, presidente FAITA Toscana, Enrico Paoli, direttore FAITA Toscana.
Turismo Open Air: i dati 2025 di CST Firenze per Faita Toscana

Secondo le stime di CST Firenze, nel 2025 gli arrivi registrati nei campeggi e nei villaggi turistici della Toscana sono stati 1,684 milioni (+0,9% rispetto al 2024) mentre le presenze totali si sono attestate a 10,108 milioni di pernottamenti (+0,7%), con una permanenza media di 6 notti.
Se gli italiani rappresentano il 55,4% delle presenze totali, il mercato estero (44,6%) sembra mostrare margini di crescita più dinamici, con un +1,2% di pernottamenti nel 2025.
La Germania è il primo mercato estero (39,6%) seguita da Paesi Bassi (22,1%) mentre sul fronte interno, la Toscana rimane il primo mercato di riferimento.
Positivo il sentiment registrato negli ultimi 5 anni dalle strutture: nel 2025 l’indice NPS – Net Promoter Score si è attestato a 69,2, il valore più alto con una crescita delle recensioni positive da parte degli stranieri.
Turismo open air: le tendenze per il settore e le previsioni 2026

Sostenibilità, outdoor e benessere sono i principali elementi che caratterizzano il turismo open air e che consentono a questo settore di rispondere ad alcuni dei principali trend di viaggio degli ultimi anni. A questi si aggiungono oggi altri fattori legati al quadro di incertezza geopolitica internazionale, come il bisogno di sicurezza e l’instabilità dei prezzi.
In un contesto così complesso, questa tipologia di turismo può quindi rappresentare una soluzione ideale per più motivi:
- Natura, benessere e sostenibilità
È il tipo di turismo che offre la risposta immediata al turista in cerca dell’immersione nella natura come strumento di benessere psicofisico. Le strutture open air, inoltre, risultano meno impattanti sul territorio e per questo quindi più sostenibili grazie a:
• Reversibilità: molte strutture sono amovibili, riducendo il consumo di suolo permanente.
• Efficienza energetica: maggiore propensione all’uso di rinnovabili e gestione oculata delle risorse idriche. - Flessibilità e costi più contenuti
Rispetto ad altre forme di turismo, l’open air può rispondere bene alle fluttuazioni economiche:
• Modularità dei prezzi: si va dalla piazzola economica, al bungalow e fino al lodge di lusso del glamping.
• Contenimento dei costi: è la tipologia preferito da chi viaggia con mezzi propri per evitare i rincari dei trasporti aerei, soprattutto per un turismo di prossimità. Inoltre, la disponibilità di servizi complementari riduce il bisogno di spostamenti sul territorio.

“La previsione per il turismo open air in Toscana nel 2026 è di un ulteriore crescita stimata tra il +1,4% e il +1,8% – ha concluso Alessandro Tortelli, direttore di CST Firenze – Questo settore ha infatti la possibilità di intercettare non solo il turismo di prossimità ma anche quello europeo in cerca di mete a breve raggio”
Foto copertina di Scott Goodwill su Unsplash
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