Turismo culturale Italia: in 20 anni crescita per flussi e ricavi


borsa 100 città arte 2016

Una crescita media annua del 3,5%, caratterizzata da una domanda straniera con alta capacità di spesa: è la fotografia del turismo culturale nelle principali città d’arte d’Italia negli ultimi 20 anni, secondo l’indagine realizzata dal Centro Studi Turistici di Firenze per Assoturismo Confesercenti.

L’indagine è una delle tre presentate da CST Firenze in occasione della XX Borsa delle 100 Città d’arte che si è tenuta a Bologna dal 27 al 29 maggio 2016.

Nelle altre due ricerche è stato analizzato l’andamento del turismo culturale nelle città d’arte dell’Emilia Romagna e il contributo dato al turismo da cinema, musica e arte.

Città d’arte in Italia: crescita del 3,5% annuo

turismo culturale roma

Secondo i dati Istat rielaborati da CST Firenze, dal 1995 al 2015 nelle principali città d’arte italiane gli arrivi sono cresciuti del 114% (+21 mln) mentre le presenze del 100% (+53 mln), con una crescita media annua del 3,5%. Dati importanti se si pensa che, nello stesso periodo, in generale, il turismo in Italia ha visto un aumento del 63% negli arrivi e del 34% delle presenze.

I turisti italiani nelle città d’arte sono cresciuti del 71% mentre gli stranieri del +124%: la quota di mercato della domanda straniera è passata dal 55,8% del 1995 al 62,3% del totale nel 2015.

Una crescita importante dei flussi si è registrata nella città di Padova con +118%, a Venezia (+110%), Roma (+106%), Napoli (+100% e Torino (+77%).

Positivi anche i dati relativi alla crescita delle strutture ricettive: dal 1995 al 2015 le strutture sono cresciute del +244% (+22 mgl) mentre i posti letto del +81% (+395 mgl), con una crescita media annua del 3%. La crescita ha riguardato soprattutto le strutture extralberghiere, che hanno segnato un +119% mentre le strutture alberghiere sono cresciute del + 53%.

In netta crescita anche i visitatori dei musei italiani: negli ultimi venti anni sono aumentati del 75% (+18,6% mln) con una crescita media del 2,8% annuo e un aumento sia dei «paganti» (+96%) sia dei «non paganti» (+60%). Gli introiti dei musei sono passati da 49 ad oltre 155 milioni di euro (+217%) con una crescita annua del +5,9%.

Guarda le slides del turismo nelle città d’arte d’Italia

Città d’arte in Emilia Romagna: crescita del 3% annuo di arrivi

turismo culturale bologna

CST Firenze ha analizzato l’andamento del turismo culturale nelle otto principali città d’arte dell’Emilia Romagna, sede della Borsa del Turismo delle 100 Città d’Arte, negli ultimi venti anni.

Come avvenuto per il panorama nazionale, anche qui la domanda turistica si è rafforzata: da circa 1,4 milioni di arrivi e 3,2 milioni di presenze nel 1995 siamo arrivati a quasi 2,6 milioni di turisti e oltre 5 milioni di pernottamenti, con una crescita media annua rispettivamente del 3% e del 2,2%.

Per quanto riguarda l’offerta ricettiva, il numero di imprese specializzate è passato da 361 a 2.182, mentre la capacità ricettiva da circa 19 mila ad oltre 43 mila posti letto.

La spinta alla crescita del mercato turistico è arrivata soprattutto dalla componente straniera, più che raddoppiata (+121%), passando da 932 mila giornate di presenza del 1995 alle oltre 2 milioni rilevate nell’ultimo anno; l’impatto dei mercati esteri sul turismo delle città è passato dal 29% al 41% delle presenze totali.

Anche la domanda interna però ha portato un contributo significativo: da circa 2,3 milioni di presenze si è passati a quasi 3 milioni (+29,5%).

Guarda le slides del turismo nelle città d’arte dell’Emilia Romagna

Seminari *pER: cinema, musica e arte come volani per il turismo

per 2016

Come ogni anno CST Firenze ha partecipato al ciclo di seminari pER-Emilia Romagna organizzati insieme a CAT Confesercenti e BTO Educational, nell’ambito della XX Borsa del Turismo delle 100 città d’arte.

I seminari per gli operatori del settore del turismo sono stati 3 e hanno toccato vari temi, tra cui anche il ruolo giocato da arte, cinema e musica come volani per il turismo: CST Firenze ha presentato dati e case history che mostrano gli effetti benefici per il turismo di eventi legati a questi tre settori.

Secondo alcuni studi internazionali ed una ricerca Fondazione ENI Enrico Mattei, infatti, 1 viaggiatore su 3 è influenzato da cinema o fiction nello scegliere una destinazione e l’uscita di un film ha fatto variare del +12% il tasso medio annuo di flussi turistici nei 5 anni successivi.

Tra i casi più eclatanti, il film Bravehearth che ha portato un aumento del +300% di arrivi a Wallace Monument, l’anno dopo l’uscita, o Il signore degli anelli che tra 1998 e 2003 ha portato un +10% di arrivi dall’Inghilterra in Nuova Zelanda mentre Harry Potter ha portato un incremento di arrivi del 50% nelle location del film in UK.

Anche la musica è un ottimo volano per il turismo: nel 2014 il turismo musicale ha generato 3,1 miliardi di sterline in UK, secondo le elaborazioni di Oxford University e Visit Britain mentre in Italia il concerto degli U2 a Torino, nel 2015, ha generato 5,7 milioni di ricadute economiche per la città (elaborazioni di CCIA Torino, Fondazione Fitzcarraldo e Osservatorio Culturale Piemonte).

Infine l’arte che, come già dimostrato dai dati delle due precedenti ricerche, è un ottimo incentivo al turismo culturale: in particolare la Mostra Piero della Francesca ad Arezzo ha portato oltre 145.000 visitatori, di cui 17.000 dalla provincia di Arezzo, 78.000 turisti e 66mila escursionisti.

Guarda le slides di pER-Emilia Romagna 2016 o consulta il rewind degli incontri sul sito di pER.

Turismo culturale, cinematografico, musicale e sportivo

tortelli a borsa 100 città

“E’ evidente che il turismo culturale rappresenta ormai da tempo un aspetto consolidato del turismo in Italia: basta pensare che il 36,6% della spesa complessiva sostenuta dai turisti stranieri in Italia riguarda vacanze culturali (12,5 mln di €) e che i turisti stranieri che viaggiano per motivi culturali spendono mediamente ogni giorno il 25% in più degli altri – conclude Alessandro Tortelli, direttore di CST Firenze – A questo si aggiungono nuove forme di turismo esperienziale, come il turismo musicale, cinematografico o quello sportivo che meritano di essere prese in considerazione viste le importanti ricadute economiche sui territori interessati”

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