Siti Unesco in Italia: opportunità per il turismo ancora poco sfruttata 2


pER borsa delle 100 citta arte

Cultura e turismo rappresentano un binomio importante per l’economia italiana che necessita però di essere meglio sfruttato dai territori: è quanto emerso nella giornata di *pER [Emilia Romagna], il ciclo di seminari gratuiti promossi da CAT – Centro Assistenza Tecnica di Confesercenti Emilia Romagna con il contributo scientifico di BTO Educational e Centro Studi Turistici.

L’evento si è tenuto in occasione della XIX Borsa delle 100 città d’arte a Bologna.

pER panels mattina Robi Veltroni

L’appuntamento, rivolto agli operatori del settore turistico, era stato suddiviso in due blocchi di incontri:

in quelli della mattina, con Roberta Milano, Gigi Tagliapietra e Robi Veltroni, si è parlato soprattutto di marketing e di nuove piattaforme tecnologiche legate al turismo;

nel pomeriggio invece l’argomento in discussione è stato appunto la cultura e il suo rapporto con il turismo in Italia, con il contributo di CST Firenze e Si.Camera (Unioncamere).

pER dibattito pomeriggio su cultura e turismo

Nelle scorse settimane il Centro Studi Turistici di Firenze aveva presentato i dati sul turismo culturale in Italia: dal 2010 al 2014, gli arrivi nelle città d’arte sono cresciuti dell’11,3%, mentre le presenze del +9,9% generando una spesa media del 25% in più rispetto a quella di un turista di altre destinazioni.

Durante la giornata di *pER, CST Firenze ha voluto approfondire l’analisi, studiando il rapporto tra i siti Unesco in Italia e il turismo per cercare di capire quanto valore abbia questo prestigioso riconoscimento in termini economici.

pER intervento Alessandro Tortelli CST Firenze

L’Italia è infatti il paese con il maggior numero di siti Unesco al mondo, ben 50, seguita da Cina (47), Spagna (44) Francia e Germania (39).

Il primo sito italiano ad aver ottenuto il riconoscimento è stata l’area dell’Arte Rupestre della Valcamonica (Lombardia)nel 1979, mentre l’ultimo, lo scorso anno, Langhe e Monferrato (Piemonte).

In tutto Italia sono 411 i comuni interessati da siti Unesco, per 16 regioni: Lombardia e Toscana sono in testa, con 7 siti Unesco a testa, seguono Sicilia e Campania con 6 siti ciascuna. Ad essere stati insigniti del titolo di Patrimonio dell’Umanità sono in prevalenza siti culturali (46) e solo in minima parte siti naturalistici (4).

CST Firenze ha analizzato anche l’offerta turistica nei siti Unesco: si tratta di 102.000 strutture per 1.320 milioni di posti letto, ben il 37,7% dell’intera offerta ricettiva italiana e il 25,2% dei posti letto. Fra le strutture alberghiere oltre i 3/4 di esercizi rientrano nella categoria 3/4 stelle

strutture ricettive in siti unesco in italia

“L’Italia ha un patrimonio culturale UNESCO che rappresenta un grande potenziale – ha spiegato Alessandra Tortelli, direttore CST Firenze – Eppure nonostante siamo il primo paese al mondo per Siti Unesco, secondo uno studio realizzato in Inghilterra riusciamo a generare un giro d’affari di soli 40 miliardi di euro per il 2.6% del PIL; per fare un esempio, l’Inghilterra con un patrimonio nettamente inferiore al nostro riesce a generare 73 miliardi di euro pari al 3,8% del PIL”.

L’analisi dei dati delle città Unesco di Roma, Firenze, Siena e Modena, nel corso degli anni, conferma questo concetto: la crescita di presenze e posti letto infatti è diverse tra città e città, e talvolta risulta inferiore alla media italiana.

“Come testimoniato anche da alcuni studi internazionali, non è possibile stabilire un rapporto diretto tra designazione Unesco, turismo e rigenerazione territoriale – conclude Alessandro Tortelli – in realtà la designazione Unesco pare costituire soprattutto un’opportunità da utilizzare piuttosto che un valore in sè”

spesa turisti in siti unesco in italia

Un’opportunità sulla quale sarebbe importante puntare, se è vero che la spesa media dei viaggiatori stranieri con destinazione Città Unesco è €115,7, ovvero + 10,3% rispetto al valore medio dei viaggiatori stranieri in Italia.

pER intervento Flavia Coccia

Come emerso anche nel successivo intervento di Flavia Coccia (Si.Camera), che ha analizzato i numeri del turismo culturale in Italia, e dal dibattito che ne è seguito, la cultura rappresenterà sempre più un ottimo driver di sviluppo territoriale per l’Italia.

La sfida verrà giocata però sulla capacità di ciascun territorio di declinare l’offerta turistica in prodotti adatti alle esigenze del singolo turista.

Tutto il materiale e le slides della giornata alla Borsa delle 100 Città d’Arte 2015 è disponibile sul sito di *pER Emilia Romagna


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