Professione Event Manager: le competenze più richieste tra transizione ecologica e digitalizzazione


Il settore degli eventi sta vivendo una fase di grandi cambiamenti.

Se in passato l’organizzazione di un evento culturale, aziendale o ricreativo era considerata una disciplina prevalentemente logistica, nel 2026 la progettazione è diventata un pilastro strategico e deve fare i conti con nuove tendenze legate alle esigenze del territorio, alla sostenibilità e alle nuove tecnologie.

In generale, i dati globali confermano la crescita del comparto eventi ma evidenziano al tempo stesso anche un paradosso: a fronte di un mercato in forte espansione, le imprese faticano a trovare professionisti dotati delle competenze tecniche necessarie per governare la complessità contemporanea.

Secondo l’ultimo rapporto di Global Growth Insights, il valore del mercato globale degli eventi supererà i 1.598 miliardi di dollari nel 2026, con una proiezione di crescita che punta a superare i 4.400 miliardi entro il 2035. Per l’Europa, in particolare, il valore del settore al 2026 è di oltre 431 mld di dollari.

La spesa non è uniforme ma riflette la diversificazione del settore: gli eventi aziendali e i seminari guidano il mercato con circa il 37% degli investimenti, seguiti dai concerti musicali (23%), dagli eventi sportivi (19%) e dalle mostre e conferenze (12%).

Sotto il profilo demografico, la fascia d’età compresa tra i 21 e i 40 anni rappresenta il vero motore trainante, costituendo da sola il 47% del pubblico totale dei partecipanti.

Tuttavia, l’aspetto più significativo per chi desidera lavorare in questo settore emerge dall’analisi delle criticità: il report evidenzia come il 35% degli organizzatori lamenti una difficoltà ad assumere forza lavoro qualificata.

Per operare con successo nell’organizzazione degli eventi non è più sufficiente saper gestire un budget tradizionale o coordinare i fornitori.

Ecco 5 tendenze che stanno ridefinendo il settore degli eventi e la figura dell’Event Manager:


  1. Ottimizzazione e controllo strategico del budget
    In un contesto macroeconomico fluttuante, il 42% degli operatori segnala un netto aumento dei costi operativi e logistici. Di conseguenza, circa il 34% degli organizzatori ha dovuto ridimensionare o posticipare progetti a causa di sforamenti finanziari. Al professionista di oggi si richiede una solida competenza nel controllo dei costi, nella capacità di diversificare le entrate (attraverso modelli di sponsorizzazione integrata fisico-digitale) e nella gestione di strategie di pricing dinamico.
  2. Sostenibilità come valore e prerequisito normativo
    La transizione ecologica non è più un’opzione di facciata. Oltre il 38% dei grandi organizzatori di eventi ha formalmente introdotto rigidi parametri di sostenibilità all’interno dei processi gestionali. Progettare un evento significa saper calcolare e ridurre l’impronta di carbonio, azzerare lo spreco alimentare, pianificare una logistica a basse emissioni e favorire l’economia circolare del territorio. Le competenze in ambito di certificazioni green e turismo sostenibile sono tra le più cercate e meno diffuse sul mercato.
  3. L’integrazione delle nuove tecnologie e i formati ibridi
    L’evento moderno vive di digitalizzazione. Quasi il 39% adotta ormai formati ibridi o “phygital” (fisici e digitali al contempo), mentre il 52% dei partecipanti utilizza app dedicate per il check-in, la gestione delle agende e il networking in tempo reale. L’Event Manager deve saper padroneggiare queste piattaforme, comprendere le logiche dello streaming, dell’interazione digitale e della personalizzazione dell’esperienza dell’utente tramite applicativi mobile.
  4. Monitoraggio dei risultati e Data Analysis
    Il 38% degli organizzatori utilizza stabilmente approfondimenti basati sull’analisi dei dati per ottimizzare i flussi, i prezzi e le strategie di marketing. Saper leggere i dati di partecipazione, analizzare il livello di coinvolgimento (engagement) sui canali social e calcolare il ritorno sull’investimento (ROI) per gli stakeholder sono competenze analitiche imprescindibili per validare il successo di qualsiasi attività culturale o ricreativa.
  5. L’imperativo della formazione continua
    A fronte della complessità evidenziata, il mercato richiede un cambio di passo formativo. Chi organizza eventi deve possedere una visione d’insieme che unisce discipline umanistiche, doti relazionali, sensibilità artistica e rigorose competenze gestionali. La formazione tecnica e l’aggiornamento costante sono le risposte efficaci per colmare il divario di competenze lamentato dalle imprese del settore.

Il quadro delineato mostra come il settore degli eventi richieda profili sempre più formati, capaci di governare budget complessi, leggere ed interpretare metriche digitali e conoscere normative ambientali.

Nel 2026, l’Event Manager è a tutti gli effetti un progettista e un analista di dati – commenta Aldo Frigeri, Direttore della Formazione del CST Firenze – Come centro di formazione, ci adoperiamo per colmare la carenza di competenze anche in questo settore, con corsi specifici. I nostri modelli didattici integrano costantemente l’analisi economica con l’applicazione pratica, guidati, da professionisti del settore. Preparare un giovane oggi significa insegnargli a leggere un bilancio, a configurare una piattaforma ‘phygital’ e a certificare l’impatto green di un evento: competenze che fanno la differenza tra un profilo generico e un vero professionista”.


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