Decreto Turismo 2026 (Green Tour): opportunità strategica per fare rete tra Destinazioni, DMO e operatori


La pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Decreto del Ministero del Turismo del 16 marzo 2026 (Green Tour) apre un’interessante finestra di investimento per il settore turistico.



Con una dotazione complessiva di 109 milioni di euro (di cui 59 mln fondo perduto e 50 mln di finanziamento agevolato), il Governo Italiano punta a sostenere investimenti strutturali capaci di trasformare l’offerta turistica nazionale, rendendola più sostenibile, digitale e destagionalizzata.



Si tratta di uno strumento di politica turistica che chiama in causa sia le imprese del settore sia i territori – spiega Alessandro Tortelli, direttore di CST Firenze – e che può produrre risultati soprattutto se inserito in una visione condivisa di destinazione”.

Green Tour nasce non tanto per finanziare interventi occasionali quanto per accompagnare la trasformazione strutturale dell’offerta turistica nazionale. 



Gli obiettivi sono:

  • favorire la destagionalizzazione dei flussi turistici

  • sostenere la digitalizzazione

  • rafforzare le filiere territoriali

  • promuovere investimenti coerenti con i criteri ESG (ambientali, sociali e di governance)

  • incentivare un turismo più sostenibile, resiliente e competitivo

Questa impostazione rende la misura importante per gli operatori, che possono migliorare efficienza e redditività, ma anche per le DMO che possono orientare e coordinare gli investimenti in modo coerente con la strategia della destinazione.

Il decreto finanzia piani di investimento strutturati, basati su tre assi principali, che devono essere tra loro integrati.

  1. Riqualificazione energetica
    Interventi sugli edifici e sugli impianti turistici, finalizzati a:

    – migliorare le prestazioni energetiche;

    – ridurre i consumi e i costi strutturali;

    – favorire l’utilizzo di fonti rinnovabili.
  2. Digitalizzazione e automazione
    E’ ammessa se funzionale alla gestione intelligente degli edifici e dei consumi, ad esempio tramite:
    – sistemi di monitoraggio energetico;

    – automazione di climatizzazione e illuminazione;

    – tecnologie smart per l’ottimizzazione delle risorse.
  3. Misurazione e gestione della sostenibilità
    Sono inclusi sistemi che permettono:
    – misurazione puntuale dei consumi;

    – controllo continuo delle prestazioni;

    -rendicontazione ambientale e supporto ai criteri ESG.

Possono usufruire dei finanziamenti le imprese del settore turistico identificati dai codici ATECO come alberghi, strutture extralberghiere, bed and breakfast, campeggi, villaggi turistici, ristoranti, centri termali e benessere, parchi tematici, stabilimenti balneari, attività legate a congressi e fiere.

Vengono premiati i progetti che dimostrano una visione di medio-lungo periodo e non gli interventi isolati. La spesa ammissibile va da un minimo di 1 milione a un massimo di 15 milioni di euro e gli interventi devono essere avviati dopo la presentazione della domanda.

Per le DMO il bando offre l’opportunità di rafforzare il ruolo di regia strategica per le destinazioni.

E’ possibile infatti utilizzare il decreto per:


  • orientare le imprese verso investimenti coerenti con gli obiettivi territoriali;

  • rafforzare la sostenibilità complessiva dell’offerta della destinazione.

Il decreto permette anche la presentazione di progetti in forma aggregata, favorendo:


  • interventi coordinati su specifici prodotti turistici;

  • programmi di riqualificazione diffusa su borghi, aree interne, località stagionali;

  • iniziative condivise lungo una filiera specifica o su un’area omogenea.

Il ruolo della DMO diventa quindi sia quello di facilitare la progettazione e accompagnare gli operatori turistici nelle scelte sia quello di garantire coerenza e impatto sulla destinazione.

Se utilizzato in modo strategico, questo finanziamento potrebbe rafforzare la competitività territoriale, rendendo il turismo più sostenibile e meno stagionale e contribuendo a costruire valore duraturo”, conclude il direttore di CST Firenze, Alessandro Tortelli.

Per richiedere il finanziamento da parte delle imprese dovrà essere inviata richiesta tramite la piattaforma informatica che sarà predisposta da Invitalia.

Le domande potranno essere inviate dalle ore 12.00 del 15 luglio e fino alle ore 17.00 del 15 settembre 2026.

L’ordine per l’avvio delle attività istruttorie delle domande viene stabilito, in base alle risorse disponibili, per effetto di una graduatoria articolata tramite punteggi assegnati.

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