Covid-19 e strutture ricettive: dalla Cina all’Italia, stime e tendenze in vista della ripartenza


Un tasso medio di occupazione giornaliero all’8% e un RevPAR (dato che segna il profitto a camera) che segna -89,4% su marzo: è la situazione del comparto alberghiero in Europa secondo STR, azienda che si occupa di raccolta dati per il settore alberghiero.

La crisi generata dalla diffusione del Covid 19, con il blocco delle frontiere e le misure di chiusura adottate nella maggior parte dei paesi, sta fortemente penalizzando il settore alberghiero e in generale le strutture ricettive.

Impossibile al momento prevedere cosa accadrà, a causa del perdurare di una generale situazione di incertezza sul fronte sanitario e sulle misure di contenimento del virus.

E’ possibile però provare a ricavare qualche indicazione dall’analisi dell’andamento del settore, a cominciare dal paese che per primo si è trovato ad affrontare gli effetti del Covid 19, ovvero la Cina.

Stime STR: gli hotel in Cina nel post Covid-19

covid 19 e alberghi: stime STR

La Cina ha iniziato a riaprire i luoghi turistici a fine marzo. Secondo le stime STR, se a febbraio il numero degli alberghi aperti nel paese era di circa il 50%, a inizio aprile siamo arrivati al 90%: la media del tasso di occupazione è del 32%, rispetto all’8% dell’Europa e al 20% degli Usa.

In Cina il tasso di occupazione è andato lentamente risalendo a partire dall’8 febbraio 2020, quando aveva toccato il picco negativo del 10%. Sempre secondo STR, la ripresa in Cina sembrerebbe favorire alberghi di fascia media o economica, che nei primi giorni di aprile hanno segnato un tasso di occupazione di oltre il 50%.

Infine secondo STR, le località con maggiore interesse sembrerebbero essere quelle legate all’outdoor: in particolare, tra il 4-7 aprile, festa nazionale in Cina (Qingming), la località che ha registrato il tasso di occupazione più elevato (quasi 70%) è stata Qiandao Lake.

Nonostante al momento non sia possibile prevedere il futuro andamento del settore in Cina, l’analisi sembra mostrare alcune possibili tendenze generali:

  1. La prima fase di ripresa potrebbe essere dominata da 3 tipologie di turismo: turismo domestico; turismo business; soggiorni per quarantena vicino ad aeroporti (rientri).
  2. Gli hotel economici potrebbero essere quelli con più occupazione, grazie anche alla flessibilità nei prezzi.
  3. Grande importanza sarà data dal cliente a fattori come l’igiene e la sicurezza sanitaria.

-) Guarda il webinar di STR in lingua inglese.

Covid 19 e strutture ricettive: alberghiero ed extralberghiero in Italia

covid 19 e strutture ricettive

Un calo di domanda tra il 45% e il 55% con una perdita di presenze complessiva fra i 126 e i 153 mln: è la stima degli effetti del Covid-19 sul settore alberghiero nel 2020 in Italia, secondo Thrends, società di consulenza specializzata in analisi e strategie nel settore Tourism & Hospitality.
Per approfondire i dati, clicca qui.

Anche il settore extralberghiero sta scontando la crisi da Coronavirus. Secondo stime CST Firenze per Aigo Confesercenti, a marzo e aprile il comparto dei B&B ha registrato oltre 12,7 milioni di presenze in meno, pari a un -95,8%.

Lo stop pressoché totale di questo comparto è costato finora 966 milioni di euro in termini di spesa turistica e le prospettive non sono per nulla rassicuranti.

Covid 19: linee guida e consigli per Hotel e strutture ricettive

Covid 19 cambia le abitudini dei turisti

Nonostante l’Europa, e l’Italia in particolare, risultino essere ancora nella fase di emergenza, è certo che il settore della ricettività dovrà affrontare a breve una realtà ben diversa da quella conosciuta fino a pochi mesi fa.

E’ probabile infatti che la convivenza con il Covid 19 comporterà cambiamenti di abitudini nella clientela, improntati prima di tutto alla ricerca di sicurezza sanitaria.

Nelle scorse settimane World Health Organization (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha diffuso un vademecum ufficiale per aiutare le strutture ricettive a convivere con il Covid-19.

Tra gli aspetti evidenziati, oltre a suggerire la dotazione al personale di linee guida sui comportamenti e sulle pratiche di igiene e a potenziare i servizi di depurazione e filtraggio di aria e acqua, WHO fornisce indicazioni anche su come gestire le diverse aree dell’albergo, dalla reception al ristorante.

Il documento è disponibile anche in lingua italiana.

E’ impossibile al momento prevedere cosa accadrà nei prossimi mesi ma è certo che la sicurezza dal punto di vista sanitario sarà uno degli aspetti fondamentali al momento della ripartenza del mercato – spiega Alessandro Tortelli, direttore di CST Firenze – Le strutture ricettive dovranno essere in grado di adeguare hotel e b&b ma anche di comunicare bene con i propri clienti. Non è escluso inoltre un ricorso maggiore alle nuove tecnologie, soprattutto laddove queste possano evitare il contatto umano, come ad esempio sistemi di check-in e check-out automatizzati“.

covid 19 e nuove tecnologie

Secondo Tortelli infine l’aspetto della sicurezza sanitaria potrebbe portare a mutamenti anche nel fenomeno delle seconde case.

Se fino ad oggi le secondo case venivano spesso utilizzate per affittare – conclude Tortelli – è probabile che nei prossimi mesi vengano invece usate dagli stessi proprietari per fare vacanza, in tutta sicurezza“.


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