Corso Re Art: chi è il tecnico superiore di cantieri di restauro


open day corso re art

Palazzi settecenteschi, ville barocche, edifici liberty ma anche dimore rinascimentali: i cantieri di restauro degli immobili sottoposti a tutela dal Ministero dei Beni Culturali comprendono un’ampia gamma di stili architettonici e per questo chi lavora al loro interno deve essere in possesso di notevoli conoscenze, non solo tecniche, ma anche storico-artistiche.

La direzione di questi cantieri, infatti, deve essere affidata ad una figura professionale qualificata, con competenze specifiche, capace di unire abilità manuali alla conoscenza delle tecnologie più moderne: è il tecnico superiore dei cantieri di restauro e recupero architettonico, titolo rilasciato dal corso Re Art, promosso e organizzato dalla Fondazione TAB – Turismo e Beni Culturali, e che partirà nelle prossime settimane a Firenze.

Il corso RE ART è riservato ad un massimo di 20 allievi di età inferiore ai 30 anni!

L’Open Day si è tenuto mercoledì 10 febbraio in Palazzo Vecchio: tante le persone che hanno partecipato per approfondire la conoscenza di questa figura professionale e del percorso formativo necessario per ottenerne la qualifica; tra queste ci sono state anche nuove iscrizioni!

open day rea art in palazzo vecchio

Presenti all’Open Day del corso Re Art, oltre ai rappresentanti della Fondazione TAB, anche i soci della Cooperativa Archeologia che da anni svolge questo tipo di lavoro: Barbara Setti, responsabile servizi integrati per la cultura, ha spiegato anche a noi in cosa consiste il lavoro della Cooperativa e, soprattutto, del tecnico superiore dei cantieri di restauro.

CST: “Che cosa fa esattamente un tecnico superiore per la conduzione di un cantiere di restauro?”

B.S: “Partiamo dal fatto che i cantieri di restauro sono cantieri in cui i beni immobili sono sottoposti a tutela ai sensi delle disposizioni in materia di beni culturali e ambientali da parte del MIBACT (categoria OG2).
In questo senso, la formazione di figura che opera sui cantieri di OG2 deve fondere insieme competenze tecnico/organizzative di conduzione di un cantiere edile e la specificità di chi opera in un cantiere con immobili o opere vincolate, sapendo quindi in quali contesti normativi e procedurali si svolgono le fasi di sviluppo dell’attività di cantiere.

 

In particolare, di fondamentale importanza è la relazione con i progettisti e la capacità di lettura di un progetto, per la sua realizzazione, da un punto di vista architettonico e storico-artistico.
Questo perché, sia nell’attività ordinaria di cantiere, sia in fasi di varianti o di situazioni impreviste e di emergenza, deve essere in grado di conoscere e scegliere differenti tecniche di intervento rispetto ai materiali e alle specifiche necessità e adottare misure che prevedano sempre la salvaguardia, l’integrazione tra nuovo e storico e la messa in sicurezza e la tutela del bene vincolato”.

CST: “Quali sono le mansioni più importanti all’interno di un cantiere di restauro?”

B.S: “Un cantiere di restauro, da un punto di vista organizzativo, deve essere gestito come un cantiere edile, nel senso di organizzazione delle squadre e competenze tecnico-decisionali: definizione, controllo e adeguamento del cronoprogramma in fase esecutiva per garantire le tempistiche operative; coordinamento delle fasi esecutive in sovrapposizione; gestione delle squadre di lavoro e dei subappaltatori; relazione con il committente.

 

Tuttavia, i processi e le tecnologie odierne devono interagire con materiali e sistemi costruttivi del passato e quindi è necessaria la conoscenza tecnica di come operare, rispetto al progetto esecutivo, sul bene vincolato, garantendone la tutela e la corretta conservazione.
Sono necessarie competenze per preparare, conoscere e sapere leggere i sistemi di diagnostica preliminare (per la scelta specifica degli interventi) e di misurazione finale dei risultati”.

cooperativa archeologia

CST: “Quali sono i requisiti fondamentali per intraprendere questa professione?”

B.S: “Dalla nostra esperienza, i requisiti fondamentali, oltre alle competenze tecniche, sono: elevata capacità di problem solving, doti organizzative, capacità di lavoro in squadra, capacità di individuare le priorità e di analizzare i costi/benefici, dinamicità, adattamento a contesti sempre nuovi, spesso fuori sede (Italia ed estero), sensibilità verso i Beni Culturali”.

CST: “Come è organizzata la tua giornata lavorativa nei cantieri di restauro?”

B.S: “La prima cosa da sapere è che, nei cantieri, ci si sveglia presto!
A parte gli scherzi, una giornata tipo in cantiere prevede che si gestiscano le squadre degli operai e dei subappaltatori sulla base del lavoro e del cronoprogramma; almeno 1 o 2 volte alla settimana c’è il sopralluogo della Direzione Lavori o dell’assistente da parte della committenza, con cui verificare eventuali soluzioni, varianti e in generale lo stato di avanzamento dei lavori; si fa un aggiornamento della contabilità di cantiere, necessaria a livello settimanale per la verifica della congruità degli interventi rispetto al budget preventivato; si incontrano eventuali fornitori”.

CST “In una realtà lavorativa come quella di oggi, perchè un ragazzo dovrebbe intraprendere questa professione? “

B.S: “Perché è un tipo di lavoro che, rispetto alla più tradizionale attività di gestione di cantieri edili, è molto più creativo proprio per l’interrelazione tra nuovo e storico. Perché si lavora su immobili di grande valore e prestigio, spesso in contesti molto belli e interessanti. Perché è un’occasione di conoscere l’Italia e anche molti stati esteri, dove le competenze italiane di intervento sui beni culturali sono universalmente riconosciute. Perché, come si dice anche in un linguaggio un po’ trito, “riportare all’antico splendore” edifici e monumenti di grande importanza storica e culturale dà una soddisfazione impagabile.

 

Vorrei aggiungere inoltre che, questo, non è necessariamente un lavoro da uomini. Nella nostra azienda sono numerose le donne che seguono i cantieri di restauro, sia come responsabili di cantiere sia come Capo Commessa, che è la mansione superiore; in generale, in Cooperativa Archeologia, su 123 soci, ben il 57% è composto da donne”.

Per maggiori informazioni sul corso RE ART, per conoscere le modalità di iscrizione o per sapere come ottenere una borsa di studio, è possibile consultare la scheda informativa del corso!

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