BIT 2017: turismo di lusso e turismo LGBT tra i settori in crescita


Cresce la voglia di viaggi nel mondo, tra l’affermazione di nuove tecnologie e le esperienze di settore: l’edizione di BIT 2017, Borsa del Turismo Internazionale, ha confermato molte delle tendenze in corso nel mondo del turismo.

Durante la manifestazione, che ha richiamato a Milano oltre 1500 Hosted Buyer e 2000 aziende, sono stati affrontati diversi temi, con la presentazione di studi e ricerche: tra queste l’andamento del turismo di lusso e il nuovo mercato del turismo LGBT (Lesbiche, gay, bisessuali e transgender).

Turismo di lusso: settore che non conosce crisi

Una crescita del +4,5% all’anno tra 2011 ed 2015 ma con previsioni di arrivare a +6,2% annuo nel prossimo decennio: è la tendenza del turismo di lusso secondo i dati Amadeus, riportati nella ricerca presentata dal Master in Economia dell’Università Bocconi a BIT 2017.

Il settore del turismo di lusso fattura ad oggi oltre 1 trilione di euro all’anno nel mondo. Pur contando solo il 18% della popolazione mondiale, Europa e Nord America rappresentano il 64% del bacino d’origine per viaggi di lusso ma si stima che l’Asia-Pacifico sarà il mercato con la maggiore crescita entro il 2025.

Secondo quanto reso noto, la crescita del turismo del lusso è dovuta non tanto all’aumento della spesa, quanto del numero di viaggiatori, grazie ai nuovi turisti provenienti dai mercati emergenti e a quelli dei mercati maturi che si rivolgono per la prima volta al segmento luxury.

Fondamentali in questa tipologia di viaggio sono le esperienze: secondo l’Università Bocconi, rappresentano infatti ben il 55% della spesa. La tipologia di esperienze è varia ma rientra comunque in alcuni settori specifici: enogastronomia, arte, wellness/fitness, sport estremi e shopping.

L’Italia rappresenta una delle mete ideali per il turista luxury, grazie al concetto di “Italian way of life”, tra bellezza, cucina e accoglienza: nel 2015 il 12,2% dei flussi di turisti ha riguardato il settore luxury nel nostro paese, dato che sale a ben il 20,8% se i considera solo la componente straniera. Nel 2016 il turismo del lusso ha generato un giro d’affari di 7,3 miliardi di euro, +7% rispetto all’anno precedente.

Eppure, se si guarda alle principali destinazioni, Milano e Roma si collocano rispettivamente al 14^ e 16^ posto a livello mondiale (Mastercad) per numero di arrivi, dietro Bangkok, Londra, Parigi, Dubai e New York ma anche Monaco, Berlino e Madrid. Segno che esistono ampi margini di crescita per il nostro paese, sul quale puntare nei prossimi anni.

Turismo LGBT: settore in crescita ma l’Italia ancora non è pronta

Sono tecnologici, hanno buona capacità di spesa, soprattutto gli stranieri, e tra le loro principali motivazioni di viaggio ci sono relax e cultura: è il profilo del turista LGBT, secondo quanto emerso dall’indagine realizzata da Lanfranchi Editore, presentata a BIT 2017. L’indagine è stata condotta nel 2016 grazie alla compilazione di 500 interviste online a livello internazionale ma con un focus speciale sull’Italia.

Secondo quanto emerso, il turista LGBT compie più viaggi all’anno: di media, gli stranieri ne realizzano 3, per una durata media di 11 giorni, mentre gli italiani 2, per una media di 9 giorni. Molto diversa la capacità di spesa: il 31% degli stranieri spende oltre 2000 euro mentre il 38% degli italiani rimane entro i 500 euro. In particolare la spesa media per un turista LGBT straniero è di 2060 euro per una vacanza di 11 giorni, mentre il turista italiano spende circa 800 euro per 9 giorni.

Stranieri e italiani sono comunque molto tecnologici: il principale canale di informazione è internet (23% per gli stranieri, 27% per gli italiani) seguito dalle opinioni di amici; alta anche la percentuale di chi prenota l’alloggio online (23% stranieri; 27% italiani). Per quanto riguarda le motivazioni di viaggio, al primo post c’è il relax (38% stranieri, 41% italiani) seguito da cultura (38% stranieri e 32% italiani) e natura (29% stranieri e 25% italiani)

Per le destinazioni, gli stranieri preferiscono l’America del Nord (51%) seguita da Europa (37%), in particolare Spagna e UK (13%). Gli italiani invece preferiscono l’Europa (92%): il 51% l’Italia mentre il 26% la Spagna. Le mete più gay friendly sono considerate San Francisco (stranieri) e Barcellona (italiani). Da notare come per gli stranieri l’Italia venga percepita non troppo gay friendly (54% stranieri) al contrario del 34% degli italiani che la ritiene tale.

A questo proposito l’Università della Bocconi ha realizzato un’ulteriore indagine sui siti turistici istituzionali dei 28 paesi europei per capire quanti sono preparati ad accogliere il turismo LGBT: i risultati mostrano come il 55% dei portali ufficiali del turismo abbia già una sezione dedicata al turismo LGBT o una pagina tematica, il 28% presenta riferimenti al tema (parole chiave), mentre nel 17% dei casi è assente ogni riferimento.

I paesi in questione sono Bulgaria, Cipro, Croazia, Romania e Italia.

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