Cinquant’anni di dati, ricerca e formazione, attraverso trasformazioni sociali, economiche e culturali del mondo del turismo.
Il 2025 ha segnato l’importante traguardo dei 50 anni di attività per il Centro Studi Turistici di Firenze, nato nel 1975 e oggi punto di riferimento per Istituzioni, imprese e Destinazioni.
A chiudere le celebrazioni è Alessandro Tortelli, direttore CST Firenze dall’anno 2000, che in questa intervista traccia il bilancio di mezzo secolo di attività del Centro e offre una riflesione sui cambiamenti del settore turismo e sulle prospettive future.
Direttore Tortelli, si chiude il 2025 anno delle celebrazioni dei 50 anni di CST Firenze. Quale bilancio può trarre da questo mezzo secolo di attività al servizio del turismo?
Il bilancio non può che essere positivo.
Dal 1975 CST Firenze ha affiancato istituzioni, imprese e territori nelle grandi trasformazioni del turismo, come è ben evidenziato nella pubblicazione CST50 che ripercorrere non solo la nostra storia ma anche i cambiamenti nel mondo del turismo.
Il Centro Studi Turistici di Firenze è nato come centro di ricerca ma ha saputo crescere e diversificare la propria attività, diventando un punto di riferimento nazionale non solo per quanto riguarda l’analisi dei fenomeni turistici ma anche per la formazione dei professionisti di questo settore.
Gli ultimi 50 anni raccontano la capacità di questa realtà di osservare, interpretare e tradurre i cambiamenti in strumenti concreti, come ad esempio gli Osservatori, i piani di sviluppo per le Destinazioni e i progetti di formazione realizzati. Abbiamo costruito conoscenza, competenze e relazioni importanti che oggi rappresentano un patrimonio riconosciuto non solo a livello toscano ma anche nazionale.
CST Firenze ha saputo unire ricerca e formazione nel suo percorso di vita.
In che modo questi due pilastri si rafforzano reciprocamente?
Ricerca e formazione sono le “due anime” di CST Firenze che negli anni si sono integrate fino a diventare un unicum. La ricerca ci permette di leggere il presente e di anticipare le tendenze mentre la formazione ci consente di trasformare queste analisi in competenze e professionalità.
L’evoluzione della domanda turistica, della tecnologia, dei mercati internazionali e dei comportamenti dei viaggiatori continua a richiedere ogni giorno nuovi profili e nuove competenze. In questo senso, il dialogo continuo tra i due settori è decisivo: abbiamo progettato corsi basati su dati e analisi reali e abbiamo modellato la ricerca attorno ai fabbisogni emergenti del territorio.
È un circolo virtuoso che continua ancora oggi.
Il turismo è cambiato radicalmente in questi 50 anni.
Quali sono, le trasformazioni più rilevanti e quali le sfide aperte oggi?
Le trasformazioni più profonde riguardano soprattutto le nuove tecnologia e le motivazioni di viaggio.
A partire dagli anni 90 la liberalizzazione del trasporto aereo e l’avvento di Internet hanno cambiato il modo di viaggiare. Dal turismo organizzato si è passati al turismo individuale, dalla prenotazione tramite agenzia alla disintermediazione digitale. Più recentemente, la pandemia ha agito come acceleratore: sostenibilità, flessibilità, sicurezza, autenticità ed esperienze sono diventate le parole chiave.
La sfida aperta ora è duplice: da un lato capire come sta evolvendo il comportamento dei viaggiatori, dall’altro aiutare destinazioni e imprese a posizionarsi in un contesto globale sempre più competitivo e influenzato da fattori esterni come gli eventi geopolitici, la crisi economica o i cambiamenti climatici.
Non solo! La sfida per le destinazioni sarà soprattutto quella di gestire i flussi turistici, per i quali si prevedono aumenti esponenziali nei prossimi decenni, come ben illustrato nel rapporto di Google – Deloitte. In questo, la corretta analisi dei dati, che oggi non mancano, potrà fornire un importante aiuto: solo conoscendo i dati sarà possibile per gli amministratori prendere decisioni consapevoli.
A questo proposito, guardando ai prossimi dieci anni, quale ruolo immagina per CST?
CST Firenze dovrà continuare a fare ciò che ha sempre fatto: leggere il presente e anticipare il futuro del turismo.
Ma serviranno strumenti nuovi.
Intendiamo rafforzare l’analisi dei dati, gli indicatori avanzati per il monitoraggio delle destinazioni, l’utilizzo dell’intelligenza artificiale nei processi previsionali e la ricerca sugli impatti del cambiamento climatico e della sostenibilità.
Sul fronte della formazione, continueremo a lavorare per qualificare giovani e professionisti, con un’attenzione crescente alle competenze digitali, manageriali, alle nuove tecnologie e al green.
Il nostro obiettivo è rimanere un punto di riferimento per istituzioni, imprese e territori, contribuendo a orientare scelte e politiche con un approccio rigoroso e pragmatico

Le celebrazione per i 50 anni di CST hanno caratterizzato tutto il 2025, qual è stato il momento più bello?
Sicuramente il momento più toccante è stato il convegno che abbiamo tenuto il 12 aprile in Palazzo Vecchio per commemorare la data di creazione del Centro.
E’ stato emozionante vedere riuniti, presidenti, direttori, personale passato e presente di CST Firenze, e rappresentanti delle istituzioni del territorio per ragionare sul futuro del settore. Molto importante è stato anche il convegno del 18 settembre, rivolto agli addetti ai lavori, dove abbiamo fatto il punto sul futuro della formazione, partendo dai dati dell’indagine che CST ha realizzato su giovani e aziende fiorentine.
A questo proposito, vorrei cogliere l’occasione per ringraziare tutti coloro che con impegno e dedizione hanno lavorato per rendere possibili questi importanti appuntamenti e in generale le celebrazioni dei nostri 50 anni, a cominciare dallo staff di CST Firenze, dal Comune di Firenze, Regione Toscana e Toscana Promozione Turistica. Inoltre vorrei ringraziare il giornalista Andrea Lovelock, che ci ha aiutati a realizzare la pubblicazione speciale, e l’Agenzia Ciclica che ha creato il logo del cinquantesimo.
Per concludere quale messaggio vuole rivolgere ai giovani e agli attori del sistema turistico attuale?
Ai giovani dico di non avere paura di investire nella formazione: il turismo offre opportunità ma richiede competenze solide e capacità di adattamento. È un settore che cambia velocemente ma nel quale è possibile trovare sbocchi capaci di premiare passione, professionalità e soprattutto visione.
Alle istituzioni e alle imprese rivolgo invece un invito alla collaborazione: il futuro del turismo richiede un sistema capace di far dialogare pubblico e privato, e soprattutto di integrare politiche e condividere obiettivi. Il turismo è una materia complessa la cui corretta gestione presuppone che ci sia forte collaborazione tra più settori: ad esempio, trasporti e servizi efficienti hanno un impatto fondamentale anche sul turismo, così come la salvaguardia delle tipicità e l’attenzione all’ambiente.
E’ ormai diffuso il concetto che il turista sia un residente temporaneo e questo cambia totalmente il modo di rapportarsi nei confronti di chi visita una destinazione, così come di chi la vive tutti i giorni. Senza comprendere questo non è possibile pensare di progettare il turismo del futuro.
I 50 anni di CST Firenze per noi non hanno rappresentato tanto un traguardo quanto una ripartenza. Il turismo del futuro sarà ancora più complesso di quello che abbiamo conosciuto e occorre iniziare a costruirlo già oggi, insieme.
Vuoi ripercorre l’anno che ha segnato i 50 anni di CST Firenze?






