Il 2017 anno mondiale del turismo sostenibile secondo UNWTO


Turismo sostenibile, è questa la parola d’ordine nel 2017 per il settore del turismo, secondo quanto stabilito da UNWTO, l’Organizzazione Mondiale del Turismo, e dall’assemblea generale dell’ONU.

La decisione è stata presa sulla base delle direttive dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, il documento siglato nel 2015 dai paesi aderenti all’ONU e che prevede di realizzare entro il 2030 uno sviluppo sostenibile del pianeta. Gli obiettivi indicati nel documento sono 17 e vanno dalla riduzione della povertà alla conservazione del patrimonio ambientale e culturale, fino alla promozione della pace.

Anche il settore del turismo è coinvolto in questo processo: con una crescita continua di arrivi del 4% di media annua dal 2009 (3,9% solo nel 2016 secondo il World Tourism Barometer) e un valore delle esportazioni pari a 1,5 trilioni di dollari nel 2015, il turismo rappresenta ormai il 10% del PIL mondiale ed è quindi un importante strumento che può aiutare a promuovere e favorire lo sviluppo sostenibile dei paesi del mondo, dal punto di vista economico, sociale, culturale e ambientale.

In particolare il turismo sostenibile prevede una serie di comportamenti, ad opera sia di chi lavora e sia di chi fa turismo, finalizzati alla salvaguardia dell’ambiente, delle culture e tradizioni delle popolazioni coinvolte, delle quali si cerca di promuovere anche lo sviluppo economico.

Il tema del turismo sostenibile non è nuovo in questo settore: UNWTO aveva già realizzato una guida su questo argomento e, nel 2007 l’Europa ha avviato il progetto NECSTouR, network di regioni europee che ha l’obiettivo di valorizzazione e promuovere proprio lo sviluppo del turismo sostenibile.

Il 2017 sarà però l’anno in cui il turismo sostenibile avrà il ruolo di protagonista. “E’ un’opportunità unica per costruire un turismo più responsabile capace di capitalizzare il suo immenso potenziale in termini di prosperità economica, inclusione sociale, comprensione tra culture e preservazione dell’ambiente” ha commentato, infatti, Taleb Rafai, segretario generale UNWTO.

In particolare, nel corso del 2017 questa tematica verrà declinata in 5 aree di interesse principale:
1. Inclusione e sviluppo economico e sostenibile
2. Inclusione sociale, occupazione e riduzione povertà
3. Efficienza delle risorse, protezione dell’ambiente e cambiamenti climatici
4. Culture, diversità e patrimonio culturale
5. Comprensione dei cambiamenti, pace e sicurezza.

L’apertura ufficiale dell’anno del turismo sostenibile si è tenuta il 18 gennaio 2017 a Madrid in occasione del FITUR, mentre la cerimonia di chiusura si terrà nel mese di dicembre a Ginevra, in Svizzera.

“Ogni giorno oltre 3 milioni di turisti oltrepassano i confini internazionali ed ogni anno 1,2 miliardi di persone compiono viaggi all’estero: il turismo sta diventando un pilastro per le economie, un passaporto per la prosperità e un motore per lo sviluppo di milioni di vite – ha commentato Antonio Guterres, segretario generale UN – Il mondo può e deve sfruttare la potenza del turismo per realizzare gli obiettivi dell’Agenda 2020 per lo Sviluppo Sostenibile”.

Nel corso dell’anno sono previste campagne di comunicazione, diffusione di kit per educare turisti e viaggiatori, organizzazione di competizioni tra bloggers, realizzazione di eventi con media partner e di conferenze internazionali, come il World Tourism Day che si terrà il 27 settembre 2017.

UNWTO ha allestito un sito internet ufficiale dove è possibile reperire informazioni e materiale ed ha invitato Governi, associazioni e privati a partecipare diventato sostenitori, diffondendo pratiche o promuovendo l’organizzazione di eventi.

Anche la Regione Toscana aderisce all’anno del turismo sostenibile: la cerimonia di apertura ufficiale è fissata per il 27 gennaio 2016 a Palazzo Sacrati Strozzi, a Firenze.

Nei giorni scorsi invece è stato lanciato un primo progetto denominato MITOMED+, che prevede la creazione di un sistema di indicatori capaci di misurare l’impatto del turismo sulle località costiere ed utilizzare i dati ricavati per migliorare le politiche di sviluppo del turismo. Il progetto coinvolge 5 regioni del Mediterraneo, Catalogna, Croazia, Cipro, Andalusia e Toscana, quest’ultima nominata capofila.

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